Un itinerario suggestivo è quello che passa per il Forte di Fenestrelle una delle più grandi e spettacolari fortificazioni alpine d'Europa. Questa "Grande Muraglia Piemontese" si estende per tre chilometri lungo la Val Chisone, con una storia che risale al XVII secolo.
Costruito per proteggere il confine franco-piemontese, il forte è stato teatro di numerose battaglie e ha ospitato prigionieri illustri come Joseph de Maistre. Oggi, dopo un lungo periodo di abbandono, è stato recuperato e aperto al pubblico, a cui regala una vista mozzafiato sulla valle sottostante. Il percorso che porta qui è un susseguirsi di strade panoramiche e paesaggi incantati, ideali per un viaggio in moto o in auto.
UN PERCORSO PANORAMICO, STORICO E GOLOSO
Dopo aver visitato il Forte di Fenestrelle, il viaggio può proseguire verso altre mete panoramiche del Piemonte. Una tappa imperdibile è Cesana Torinese, un grazioso centro montano circondato da fortificazioni militari storiche e sentieri escursionistici come il Tour di Chaberton, che offre viste spettacolari sulle valli alpine.
Proseguendo verso ovest, si raggiunge Monginevro, un comprensorio sciistico internazionale che fa parte del “Via Lattea”, famoso per le sue piste innevate e il sole splendente. Da qui, si può scendere verso Oulx, noto come "il balcone delle Alpi", ottima base per escursioni a piedi o in bicicletta tra prati fioriti e conifere. Si continua poi verso Susa, una città storica con un centro medievale affascinante, e poi Condove, Avigliana e Giaveno per apprezzare la bellezza naturale dei laghi e delle montagne circostanti, con la possibilità di visitare il complesso architettonico della Sacra di San Michele (l’abbazia che ha ispirato Umberto Eco per scrivere “Il nome della Rosa”) e il Parco Naturale dei Laghi di Avigliana dove l’area a compresa – a largo raggio – tra questo Parco, Sacra di San Michele e Vialattea – è attraversata anche dal tratto valsusino della Via Francigena
Ultima tappa, ma non meno importante: Pinerolo, una città ricca di storia e cultura, culla della cavalleria italiana che qui ha avuto la sua sede dal 1849 al 1943, presso la Regia Scuola di Equitazione (a proposito: non mancate la visita al Museo Storico dell’Arma della Cavalleria e alla Cavallerizza Caprilli, il più grande maneggio d'Europa al coperto). Pinerolo la possiamo definire la piccola capitale delle Valli Valdesi, oltre ad essere epicentro di tanti bei sentieri, come ad es. la Strada delle Mele ma è anche la Capitale del Panettone, il “classico piemontese”, variante del più noto panettone lombardo: basso, con la glassa fatta di nocciole e una paziente lavorazione artigianale messa a punto dal genio pasticcere di Pietro Ferrua, fondatore della Galup. Una sosta per visitare la storica fabbrica di questo marchio è perciò obbligatoria, e offre l’occasione di acquistare una delle delizie artigiane che vengono prodotte continuando a rispettare i ritmi del tempo (la lavorazione del panettone richiede dalle 35 alle 40 ore e inizia con il rinfresco del lievito madre – un processo laborioso, ma che fa la differenza).
"A L'È PROPRI GALUP!” LA GENESI DEI LIEVITATI SIMBOLO DEL PIEMONTE
Correva l'anno 1922 quando Pietro Ferrua, un pasticciere pinerolese con un'innata passione per l'arte dolciaria, diede vita a una creazione destinata a rivoluzionare il panorama della pasticceria italiana: il panettone Galup. In un piccolo forno di Pinerolo, ai piedi delle Alpi Cozie, Ferruan - soprannominato Monsù Ferrua – mosso da intuito e creatività, reinventò il tradizionale panettone milanese, creando una versione unica e inconfondibile che affonda le sue radici nel cuore del Piemonte. La storia di Galup inizia tra le mura di questo modesto forno in mattoni rossi, situato tra via del Duomo e via del Pino. Pietro e sua moglie Regina rilevarono l’attività trasformandolo nella pasticceria più amata del paese. Ispirandosi al panettone milanese di Angelo Motta, Monsù Ferrua creò un dolce diverso, basso e largo, ricoperto da una glassa croccante a base della nocciola "tonda e gentile" delle Langhe, decorato con granella di zucchero. La leggenda narra che il nome "Galup" nacque dall'esclamazione di un amico di famiglia che, assaggiando il panettone, esclamò in dialetto piemontese "A l'è propri galup!", ovvero "È proprio goloso!". Il successo fu immediato e la fama del panettone Galup si diffuse rapidamente, superando i confini di Pinerolo e conquistando l'intera regione. Nel 1937, Galup ottenne il prestigioso riconoscimento di "Fornitore della Real Casa", un sigillo di qualità che ne consacrò il successo.
VIAGGIO ATTRAVERSO LE DELIZIE GALUP
Oggi Galup è un marchio affermato a livello internazionale, presente in numerosi Paesi del mondo. Nonostante la sua crescita, l'azienda ha mantenuto un forte legame con il territorio di origine, continuando a produrre i suoi dolci nello stabilimento di Pinerolo, in via Fenestrelle. Galup è diventata così un simbolo del Piemonte, un'eccellenza italiana che porta nel mondo il gusto e la tradizione della sua terra. Nel corso degli anni, Galup ha saputo mantenere intatta la sua anima artigianale, dove ogni fase della lavorazione è seguita con cura, dal controllo delle materie prime fino alla confezione finale, che negli incartati avviene ancora a mano! Nel 2022, in occasione del centesimo anniversario, Galup è stata inserita nell'Albo Speciale dei Marchi Storici dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Con le radici ben salde nella sua storicità, il marchio continua però ad evolversi, con nuove proposte e collaborazioni, sempre nel solco della qualità e dell'autenticità, aprendosi all'innovazione e sperimentando nuove combinazioni di sapori. La ricetta originale del panettone basso con glassa di nocciole rimane il cuore pulsante dell'azienda, ma accanto ad esso Galup ha ampliato la propria offerta con prodotti di alta qualità come, per esempio, gli squisiti Krumiri Galup che sono un vero e proprio viaggio nel tempo: con la loro forma iconica e la croccantezza unica, deliziano il palato ad ogni morso. Le Colombe Pasquali, invece, realizzate con lievito madre e ingredienti selezionati, sono tra le proposte più amate. Dalla versione classica alla variante con gocce di cioccolato o a quella con frutti di bosco e yogurt, e anche nelle diverse opzioni gluten-free, ogni dolce è pensato per esaltare i sapori autentici della tradizione piemontese E Pasqua vuol dire anche primavera: giornate più lunghe, temperature miti, aria limpida e fresca. È tempo di uscire, di pic-nic e gite fuori porta. Galup celebra tutto questo con la nuova linea Dolce Vita. Una collezione speciale con tre illustrazioni da collezione che riportano agli anni ‘50, un’epoca di spensieratezza e glamour, con la città eterna come palcoscenico. Sugli incarti e sulle scatole delle Colombe, le immagini fissano momenti iconici di quegli anni: passeggiate romantiche in bicicletta, le prime decapottabili, la celebre scena di Vacanze Romane.
Il consiglio è di non aspettare il rientro a casa per gustare una fetta di lievitato Galup: piuttosto, quando ripartirete, approfittate di uno dei punti panoramici offerti dalla strada che si snoda tra le montagne e godetevi il panettone o la colomba nella cornice di uno scorcio mozzafiato, magari seduti nel bel mezzo di un bel prato fiorito, per gustare fino in fondo un itinerario che unisce storia, natura, arte e buon cibo, rendendo il viaggio in Piemonte un'esperienza indimenticabile.